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BEATRICE PAOLINELLI ART

BEATRICE PAOLINELLI ART

Sono Beatrice Paolinelli, artista e scultrice.


Il mio lavoro nasce dalla necessità di dare forma a ciò che per molto tempo ho tenuto dentro.
Per anni ho pensato che fare l'artista fosse qualcosa a cui non potessi davvero aspirare.
Mi sembrava necessario avere già uno stile riconoscibile, una tecnica impeccabile, qualcosa che dimostrasse di meritare quel titolo.
Così ho continuato a cercare una forma di espressione artistica più sicura, più concreta, più facilmente comprensibile.
Poi ho capito che continuare a cercare qualcosa di “giusto” significava, in fondo, continuare a non ascoltarmi.


Sono tornata alla parte di me che aveva sempre voluto creare.
Alla curiosità, alla voglia di sperimentare, alla necessità di capire chi sono attraverso quello che faccio.


Oggi la scultura è il modo in cui esploro questo percorso.

La mia storia

Il corpo femminile è il punto di partenza della mia ricerca.
È una forma che sento vicina.

Mi permette di parlare di identità, trasformazione e presenza senza dover rappresentare una persona specifica.


Intorno al corpo costruisco un dialogo tra materia, colore e movimento.
Mi interessano la natura, l'acqua, l'aria, i paesaggi della mia terra.
Ma anche lo spazio, l'universo e ciò che ancora non riusciamo a comprendere.


Nelle mie sculture il colore diventa materia in movimento.
Le colature sono guidate, ma non completamente controllate:
una parte del risultato appartiene alla gravità, al caso, all'imprevisto.
È un elemento importante del mio processo.

Mi ricorda che non tutto può essere previsto o controllato.
E che anche l'imperfezione può diventare parte dell'opera.

La mia ricerca

EMERGI

EMERGI nasce da questo percorso.


È una ricerca sul rapporto tra ciò che siamo e ciò che ancora non sappiamo di essere.
Un attraversamento che parte dall'interno e progressivamente prende forma nello spazio.
Le figure emergono dalla superficie poco alla volta.
Prima un accenno, poi una presenza sempre più completa.
I numeri che accompagnano le opere non indicano semplicemente una successione:
raccontano un movimento nel tempo.
Come fotogrammi di qualcosa che sta accadendo.


Non so ancora dove porterà questa ricerca.
Ed è proprio questa apertura a essere parte del progetto.

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